| 
View
 

Myrtus communis

This version was saved 14 years, 12 months ago View current version     Page history
Saved by Silvia
on April 22, 2011 at 9:49:36 am
 

Regno Plantae  

Regno         PLANTAE

Divisione    MAGNOLIOPHYTA

Classe         MAGNOLIOPSIDA

Ordine        MYRTALES

Famiglia     MYRTACEAE

Genere       MYRTUS

Specie        MYRTUS COMMUNIS

 

Il mirto (myrtus communis)è una pianta arbustiva della famiglia della Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea.

 

 Nome comune

  • Mirto

Dal latino "myrtus", dal greco "myrtos" simile a "myrra","myron" balsamo, ungento odoroso. Pianta anticamente detta Mirrina e così chiamata per il soavissimo odore che le sue piante ed i suoi fiori diffondono, non che per l'olio aromatico che si estrae dalle sue bacche.

 

 Distribuzione 

  • È una specie spontanea delle regioni mediterranee;
  • In Sardegna e in Corsica è un comunissimo arbusto della macchia mediterranea bassa, tipica delle associazioni fitoclimatiche xerofile, ovvero costantemente aride;
  • Meno frequente è invece la presenza del mirto nella macchia alta.

 

 Morfologia 

  • Ha carattere arbustivo o di alberello, alto dai 50 ai 300 cm. Si presenta in aggregati molto fitti;
  • La corteccia maturando passa da una colorazione rossastra a una tendente al grigio;
  • Le foglie sono opposte, persistenti, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde scuro nella superficie superiore, a margine intero, con numerosi punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche;
  • I fiori sono solitari e ascellari (ossia situati a partire dall'ascella della foglia), profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo. Essi hanno una simmetria a raggio, cosiddetta raggiata, con calice gamosepalo (avente quindi i petali saldati insieme) persistente e corolla dialipetala. L'androceo, ossia il complesso degli organi maschili del fiore, è composto da numerosi stami molto evidenti grazie ai lunghi filamenti. L'ovario è infero, suddiviso in 2-3 logge, e termina con uno stilo semplice e un piccolo stimma;
  • I frutti sono bacche ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con una grande quantità di semi reniformi. Tali frutti maturano da novembre a gennaio rimanendo sulla pianta per un periodo piuttosto lungo. Ne esistono numerose varietà coltivate a scopo ornamentale ad esempio il Myrtus communis var. variegata, pianta alta fino a 4,50 m, con foglie dalle eleganti striature colorate di bianco-crema e fiori profumatissimi.

 

 Ecologia 

  • Il mirto è una pianta rustica spontaneo, si adatta abbastanza ai terreni poveri e siccitosi (xerofili) ma trae vantaggio sia dagli apporti idrici estivi sia dalla disponibilità d'azoto mostrando in condizioni favorevoli un accentuato rigoglio vegetativo e un'abbondante produzione di fiori e frutti. Vegeta preferibilmente nei suoli a matrice granitica, mentre soffrono se inseriti in territori calcarei.

 

 Fenologia 

  •  La fioritura, abbondante, ha luogo tra la tarda primavera e l'inizio dell'estate, da maggio a luglio. Frequentemente è possibile riscontrare una seconda fioritura che si può verificare in tarda estate, da agosto a settembre e, con autunni caldi, in ottobre. Il fenomeno è dovuto principalmente a fattori genetici.

 

Gen  Feb  Mar  Apr  Mag  Giu  Lug  Ago  Set  Ott  Nov  Dic 

[ I mesi di fioritura sono indicati dallo sfondo verde]

 Coltivazione 

  • [inserire informazioni relative alla coltivazione]

 

 Usi e Curiosità

IL MIRTO NELLA LETTERATURA 

 

  • In Torquato Tasso, nello specifico all'interno del suo più famoso capolavoro "La Gerusalemme liberata", troviamo un passo molto suggestivo riguardante una pianta di mirto.

"Mentre riguarda, e fede il pensier nega

a quel che 'l senso gli offeria per vero,

vede un mirto in disparte, e là si piega

ove in gran piazza termina un sentiero.

L'estranio mirto i suoi gran rami spiega,

più del cipresso e de la palma altero,

e sovra tutti gli arbori frondeggia;

ed ivi par del bosco esser la reggia."

Torquato Tasso

Gerusalemme Liberata (Canto XVIII, 25)

 

  • Allo stesso modo anche il fiorentino Dante Alighieri inserì il mirto in alcuni dei suoi versi, innanzandolo a simbolo della gloria poetica

" Tanto fu dolce mio vocale spirto

che, Tolosano, a sè mi trasse Roma,

dove mertai le tempie ornar di mirto."

Dante Alighieri

Divina Commedia (Purgatorio, canto XXI)

 

  • Infine Giacomo Leopardi, in uno dei suoi Canti, citò il mirto nuovamente a proposito di Dante

"Dì: nè più mai rinverdì quel mirto

ch'alleggiò per gran tempo il nostro male?"

Giacomo Leopardi

Canti - Sopra il monumento di Dante che si preparava a Firenze 

 

Nella mitologia, invece, la pianta di mirto viene nominata a proposito della storia di Mirene, una fanciulla graziosissima, alla quale Venere riservò una particolare punizione. Il mito narra che Mirene, essendo stata rapita da un gruppo di ladroni, fosse riuscita a scappare divenendo poi, spinta dai cittadini devoti, sacerdotessa della dea Venere. Durante la celebrazione di tali riti, Mirene riconobbe tra la folla uno dei ladroni, pentito per ciò che aveva fatto. Fu così che un giovane nobile e ricco, il quale, poco prima che Mirene fosse rapita, le chiese la mano per sposarla, prese il predone e ottenne dal popolo il permesso di convolare a nozze con la fanciulla. Allora Venere, adirata per tutto ciò, uccise il giovane e trasformò Mirene in un albero di mirto affinchè si ralleggrasse con il suo soave e perpetuo dolore.

 

IL MIRTO IN CUCINA

 

  • Il liquore di mirto è, in Sardegna, sinonimo di liquore tipico tradizionale. Nei ristoranti viene sempre ordinato o offerto a fine pasto e nelle abitazioni private viene tutt'oggi preparato artigianalmente. Il colore ed il sapore del liquore di mirto sono caratteristici e lo rendono unico. [Per conoscerne la ricetta, aprire il sottostante link ipertestuale]

http://ricette.giallozafferano.it/Liquore-di-mirto.html

  • Sempre utilizzando le bacche di mirto è possibile realizzare una deliziosa marmellata con la quale preparare crostate o altri dolci. [Per conoscerne la ricetta, aprire il sottostante link ipertestuale]

http://sabirdiera.blogspot.com/2011/01marmellata-di-mirto_18.html

 

IL MIRTO NELLA MEDICINA OFFICINALE 

 

  • Ippocrate prescrisse alle donne affette da afte ed ulcere ai genitali, irrigazioni con acqua di Mirto o con vino in cui fosse stato cotto del Mirto. Plinio, invece, consiglia l’olio di Mirto con cenere per arrestare la caduta dei capelli, o con cenere di zoccolo di mulo per chiudere le chiazze alopeciche; vino di Mirto con cenere di lumache africane per la dissenteria e tordi con bacche di Mirto per i disturbi urinari;
  • Inoltre dalle diverse parti della pianta vengono estratti degli oli essenziali dalle interessanti proprietà aromatiche e officinali. Al mirto sono attribuite qualità balsamiche, antiinfiammatorie, astringenti, leggermente antisettiche, pertanto trova impiego in campo erboristico e farmaceutico per la cura di affezioni a carico dell'apparato digerente e del sistema respiratorio.

 

 

 Avvistamenti

  • [inserire i luoghi in cui sono presenti esemplari della specie]                                                                                                                    

 

 Tutela e Valorizzazione                                                                                                       

  • [inserire enti ed istituzioni che "adottano" la specie]

 

 Links e Riferimenti Bibliografici                                                                                         

  • [inserire collegamenti ad altre risorse online]

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.