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Capparis Spinosa - Cappero

Page history last edited by Giulia 9 years, 2 months ago

CAPPARIS SPINOSA-CAPPERO

 

 

 

 

Famiglia 

Capparaceae

Genere 

Capparis

Specie 

Capparis Spinosa

 

 

 

 

  

 

 

 Nome comune

Il nome della Capparis Spinosa ha origini preindeuropee e probabilmente deriva dall'arabo kabar, poi assimilato nella cultura greco sotto kapparis e infine tradotto nel latino cappere. Un altro nome comune con cui viene chiamato è capparo, anche se varia completamente nei vari dialetti italiani : per esempio in quello savonese è chiamato tapanù.

 

 Distribuzione 

La Capparis Spinosa originariamente proviene dal Nord Africa e da alcune zone dell'Asia. Fu poi portata dagli arabi nel Mediterraneo. Sostanzialmente si è diffusa in tutte le aree tropicali e sub-tropicali e nelle zone in cui c'è un clima caldo e poco ventilato.

 

 Morfologia 

La Capparis Spinosa è una pianta a portamento cespitoso la cui base centrale è costituita da un fusto erbaceo all'apice e ligneo alla base. Da questo cadono lunghi rami lignei solo alla base che inizialmente rimangono eretti e poi ricadono formando una chioma molto fitta. Le foglie sono caduche, sempreverdi e di una tonalità di verde lucido, leggermente pelose. Alla base del picciolo di ciascuna foglia, ovvero la struttura che la regge, ci sono due stipole trasformate in spine da cui deriva proprio l'aggettivo spinosa.

I fiori di questa pianta, detti cucunci, sono grandi e vistosi: sono composti da quattro petali bianchi con una sfumatura di rosa il cui androceo, ovvero l'apparato maschile del fiore, è composti da molti stami violacei di cospiqua lunghezza.

Ciò per cui questa pianta è molto conosciuta, però, sono i suoi frutti: essi sono a forma di bacca oblunga, verdi e contenenti una polpa rosacea. All'interno ci sono semi di una lunghezza di circa 3 centimetri ciascuno di colore nero o giallastro. Quando raggiunge la maturità il frutto si apre con una fessura longitudinale,come mostra l'immagine qui di fianco riportata. Vengono solitamente usati i boccioli dei fiori ancora non fioriti, che sono molto aromatici sepur piccoli e duri, ma in misura minore vengono utilizzati anche frutti non maturi.

 

 Ecologia 

La Capparis Spinosa ha bisogno di un habitat molto specifico per crescere spontaneamente: di questo la prima caratteristica è sicuramente il calore. La pianta infatti si sviluppa solo in zone con un clima caldo, tropicale o sub-tropicale. Le temperature per il suo sviluppo variano dai 35 ai 40 gradi per l'estate e tra i 9 e i 12 in inverno. Il cappero si insedia spontameamente sopratutto in luoghi rocciosi e substrati calcarei: infatti essendo una pianta con bassissime necissità idriche (è una pianta xerofila) non ha problemi ad insediarsi in queste zone. Durante la sua prima fase di crescita preferisce luoghi ombreggiati, quando poi il fusto si irrigidisce e passa in una fase più adulta preferisce posti più soleggiati e riparati dal vento.

Se invece si vuole piantare una pianta di questo tipo, il terreno della semina dovrebbe essere preferibilmente 2/3 terreno sabbioso e 1/3 terreno sabbia misto frammenti di calcinacci.                                                                                     

 

 Fenologia 

La fioritura di questa pianta si arresta nei più freddi mesi invernali, in cui le condizioni climatiche sono sfavorevoli. Verso primavera incomincia a ripendere la sua attività di fioritura che ha il suo culmine nei mesi tra Maggio e Giugno. Si incrementerà ancora verso Agosto, il cui clima umido favorisce la fioritura, per poi diminuire progressivamente nei mesi autunnali fino ad arrestarsi completamente.                                                                                 

 

 Gen
Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov

Dic

 

 

 Coltivazione 

Molto spesso il cappero viene usato e coltivato come una pianta ornamentale: in questi casi non è necessaria una potatura rigida, ma solo una sfoltimento dei rami secchi delle piante più vecchie. Quelle più giovani hanno bisogno di essere annaffiate, anche se in piccola misura, mentre quelle vecchie resistono alla siccità estiva. Per chi vuole coltivare una pianta di cappero per questi scopi il tipo di concime preferibile è di tipo ternario complesso, con una giusta quantità di azoto preferibilmente non in forma nitrica. Essendo una pianta molto rustica, la Capparis Spinosa non è soggetta ad attacchi di parassiti: tuttavia si può verificare l'ingiallimento di alcune foglie della pianta o l'insiediamento di alcuno marciumi se si fomano dei ristagni d'acqua.

Il cappero si propaga per seme o per talea.  La prima tecnica è molto poco produttiva (la percentuale di sopravvivenza è del 5/10 % e aumenta di poco se è effettuata nei mesi invernali): ciò è dovuto al fatto che questo tipo di pianta fa fatica ad adattarsi in un territorio che non è il suo. La semina avviene in delle cassete riempite di torba e sabbia, lasciate aperte in primavera ed estate e al riparo in inverno. La pianta poi può essere piantata nel terreno o in un vaso. Si può anche far crescere in una fenditura di un muro, a patto che i semi siano protetti e mantenuti umidi da una copertura di muschio. Il secondo metodo, detto per talea, è il più praticato e consiste nel mettere in una casseta con sabbia e torba un ramo legnoso di circa 7 centimetri a 2 o 3 anni di età. Si utilizzano anche delle polveri per aiutare la fuoriuscita di radici. In prmavera le piante vengono messe in dei vasi e dopo un anno sono pronte per il trapianto nel terreno.

 

 Usi e Curiosità

La Capparis Spinosa era conosciuta fin dall'antichità e nel 1600 adirittura Domenico Romoli nel suo trattato culinario intitolato La Singolar Dottrina ne parla sopratutto descrivendone le qualità afrodisiache. La credenza che il cappero stimolasse l'uomo sessualmente era creduta vera fin dall'antichità e ne parla anche la Bibbia.

Il cappero è molto famoso per i suoi amonimi frutti detti capperi: questi possono essere contenuti, dopo essere stati raccolti, sotto sale e sotto aceto. Solitamente una conservazione sotto sale è indicatrice di una eccellente qualità dei capperi perchè non ne altera le qualità culinarie. La conservazione sotto aceto, invece, indica la non particolare qualità dei capperi in quanto l'aceto altera il sapore del cappero, che è già saporito di suo: molto spesso la conservazione sotto aceto viene fatti con lo scopo strategico di insaporire dei capperi che sono di bassa qualità. I capperi, come quelli raffigurati nell'imagine qui a fianco,sono usati per molte ricette che posso riguardare primi piatti e secondi, sia di carne che di pesce.

Un piatto molto noto e famoso in Italia è sicuramente quello degli spaghetti alla puttanesca, la cui ricetta è:

-Ingredienti: 400 grammi di spaghetti, 50 grammi di olive nere snocciolate, un ciuffo di prezzemolo, una manciata di capperi, 4 o 5 filetti di acciunga, 2 spicchi d'aglio, 500 grammi di pomodori freschi o pelati, un peperoncino rosso sale e dell'olio.

-Preparazione: tritate insieme capperi, olive snocciolate e prezzemolo. Intanto soffriggete l'aglio in una padella con dell'olio e quando diventa dorato toglietelo dalla padella e levate questa dal fuoco. Lasciatelo raffreddare l'olio e poi mischiatelo con le acciuge, i capperi, le olive e aggiungete i pomodori. Addizionate un po' di peperoncino e sale e lasciate cuocere il tutto per circa un quarto d'ora. Fatta bollire la pasta, scolatela e mescolatela con il sugo. Aggiungete infine un po' di prezzemolo tritato e il piatto è pronto.

Importanti sono anche gli usi medicinali del cappero: infatti è la pianta con più quercetina in rapporto al peso. La quercetina, oltre ad essere un noto antiossidante naturale, è anche un inibitore naturale di vari enzimi intracellulari. La parte medicamentosa è la radice le cui propietà erano ben note anche nel XVI secolo quando veniva usata per curare il mal di denti o le scrofole. Oggi ha proprietà diuretiche e protrettici dei vasi sanguigni e inoltre cura la gotta e le emorroidi. Recentemente si è anche scoperto che i frutti essiccati, sopratutto se combinati con altri come l'Olea europea, hanno funziona antiossidante per la pelle.

Un'ultima curiosità è sicuramente che uno dei capperi più buoni a livelli europeo è quello dell'isola di Pantelleria che ha anche il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).

 

 Avvistamenti

Anche se il cappero è originario in paesi il cui clime è tropicale o sub-tropicale, oggigiorno è coltivato in tutto le zone miti dell'Europa: sappiamo che si è insediato spontaneamente in alcune zone della macchia mediterranea, abbiamo notizie della sua coltivazione anche in Australia e nelle isole del Pacifico.

 

 Tutela e Valorizzazione

La più grande valorizzazione per questa pianta è l'IGP, un'organizzazione che ha introdotto in essa il cappero di Pantelleria, noto per la sua altissima qualità culinaria.

Per il resto la coltivazione del cappero è altamente diffusa e quindi non ha bisogno di essere tutelato.

 

 Links e Riferimenti Bibliografici

http://it.wikipedia.org/wiki/Capparis_spinosa

http://www.ortofrutticola.it/tesoridalbenga/romatiche/cappero.pdf

http://www.giardinaggio.org/cappero.asp

http://www.lemiepiante.it/enciclopedia-1170/capparidacee/capparis/capparis-spinosa,-cappero.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Picciolo

http://www.ricettesemplici.net/ricette/pasta_19/spaghetti-alla-puttanesca.html

 

 

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