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WelcomeToTheJungle

Page history last edited by Dow Osage 5 years ago

 

Localizzazione

Ippodromo di San Siro (Milano)

Tipologia di percorso

Parco cittadino

Specie segnalate

Cedro dell'Himalaya (Cedrus Deodara), Cipresso calvo (Taxodium distichum), Acero di montagna (Acer pseudoplatanus), Tiglio ibrido (Tilia x moltkei), Libocedro (Calocedrus decurrens), Cigno nero (Cygnus atratus), Oca facciabianca (Branta leucopsis), Oca indiana (Anser indicus), Oca domestica (Anser anser), Germano reale (Anas platyrhynchos)

 

 

 

 

  

 

 

 

 Descrizione del Percorso

 

 

Prima di iniziare con la descrizione del percorso vorrei spiegare il motivo di questo titolo: avrei voluto portarvi nella giungla... ma essendo in città ho ripiegato sulla zona verde più vicina a casa. Pur abitando a 100 metri dal luogo che andrò a descrivere non avevo mai coltola bellezza dal punto di vista naturalistico di quest'angolo di paradiso.

Come immagino che tutti sappiate, l'Ippodromo di San Siro è un luogo in cui i cavalli corrono al galoppo su un percorso ovale e dove la gente scommette su di essi. Ma non solo! infatti tutta la zona intorno alla pista è popolata da alberi di varie specie provenienti da tutto il globo; inoltre queste hanno di fianco degli appositi cartellini che indicano la specie e le origini. Per di più al centro della pista, oltre ad un driving range di golf, c'è un laghetto con diverse specie di uccelli acquatici anche non autoctoni. L'habitat che si viene a formare intorno a questo laghetto è molto favorevole, tanto che vi sono specie che si fermano lungo gli spostamenti (causa migrazione) ed 

 

 

 Descrizione delle specie 

  • FLORA: 

-Libocedro: Quest'albero è un sempreverde di grandi dimensioni (40-60 m di altezza); generalmente lo si trova in luoghi con climi caratterizzati da estati fresche (costa ovest degli Stati Uniti, Europa settentrionale, ecc.). La corteccia si presenta di colore bruno tendente al grigio con l'andare avanti dell'età, che comporta anche il passaggio da una corteccia liscia ad una solcata da fenditure verticali; Le foglie sono verdi di forma squamiforme la cui lunghezza va da 2 a 15 mm. La radice non si sviluppa molto in profondità ma soprattutto in estensione laterale, infatti capita spesso che la radice di questa pianta possa fuoriuscire dal terreno anche di 3 cm. Il legno di questa pianta viene usato per produrre matite negli Stati Uniti poiché è tenero e perciò facile da temperare, inoltre viene adoperato per la realizzazione di esterni in legno ed oggetti a scopo ornamentale.

- Cedro dell'Himalaya: Quest'albero è appartenente alle conifere sempreverdi, un cedro nativo del versante Ovest dell'Himalaya diffuso nell'Afghanistan orientale, India, Tibet, ecc. e lo si trova tra i 1550 e 3200 metri di altitudine. La forma della chioma è conica e presenta foglie aghiformi dalla lunghezza di 4-6 cm; il colore delle foglie va dal verde chiaro a grigio-verde ed inoltre avendo la sua corteccia proprietà aromatiche viene spesso usata in profumeria o per produrre incenso. Ma la cosa che colpisce di più di questo albero è legata alle dimensioni: se è nel suo habitat può arrivare a 50-60 metri di altezza e fino a 3 metri di diametro del tronco.

- Cipresso calvo: Quest'albero appartiene anch'esso alla classe delle conifere, la chioma è piramidale, le foglie sono sempre aghiformi di colore verde chiaro di lunghezza di 2 cm. Il tronco si pesenta alla base allargato, con una corteccia color grigiastro; può arrivare ad un'altezza di ben 40 metri ma la caratteristica più stupefacente di quest'albero è il fatto che possa  vivere fino a 1000 anni. Il legno di quest'albero essendo molto resistente ma anche tenero è molto impiegato per la costruzione di mobili e anche a scopo ornamentale.

- Tiglio ibrido: Tilia è un genere di pianta della famiglia delle Tiliaceae, il cui nome deriva dal greco psilon che significa "ala" per la caratteristica brattea fogliacea (foglia modificata), ha un tronco robusto ed una corteccia che nel tempo assume delle fenditure longitudinali. Non essendo quest'albero una conifera non presenta foglie aghiformi, ma foglie alterne, asimmetriche con i bordi seghettati. Quest'albero oltre a servire per usi simili a quelli descritti negli altri alberi analizzati, ha molte proprietà medicinali, ricavabili dalla corteccia, rami e foglie. Anche se non come il cipresso calvo, quest'albero è molto longevo: famoso il tiglio del cimitero di Macugnaga con una base dal perimetro di 7 metri che ha sede lì dal XIII secolo.

-Acero di montagna: Quest'acero è il più grande dell'Europa (può raggiungere i 30-35 metri di altezza), molto longevo, la cui chioma è più piramidale da giovane, e con l'avanzare del tempo si fa più allargata. La corteccia da giovane è liscia di colore grigiastro con sfumature di rosso, ma invecchiando si raggrinzisce e tende al colore grigio. Le foglie sono semplici caduche e palmata la cui lunghezza arriva a 10-15 cm e sul lato superiore sono di colore verde scuro, mentre su quello inferiore di colore verde grigio.

Il legno è di colore giallastro, compatto a lucentezza sericea, richiesto per la produzione di mobili e pavimenti; invece le radici penetrano a candelabro nel fondo del terreno.

  • FAUNA: 

- Cigno nero: Il cigno nero è un uccello onnivoro acquatico della famiglia degli Anatidae, è originario dell'Australia, anche se è stato importato in altri luoghi a scopo decorativo (infatti è un animale con un portamento ed un aspetto molto eleganti). Vive in laghi d'acqua dolce, spesso dove l'acqua è meno profonda; il suo colore è appunto il nero, ma per il resto è molto simile al cigno reale, oltre al fatto che il becco, a differenza del cigno reale, è rosso. In Australia è stato perseguitato dagli Aborigeni, ritenuto malvagio per il suo colore, vittima della caccia ora è una specie protetta allevata dall'uomo anche a scopo culinario "Weblocal" hospedagem de sites from Brazil.

- Oca facciabianca (Branta leucopsis): Discendente orientale dell'oca della tundra quest'oca appartiene al genere delle oche nere, Branta. E' un uccello notturno che si nutre solitamente di piante ma occasionalmente fa spuntini anche a base di animali come chiocciole di mare, vermi o altri gamberetti. Essendo stato scoperto solo nel XX secolo il modo in cui si riproduce (si riunisce con gli esemplari della sua stessa specie sulle coste di posti come Norvegia, Russia, Scozia, ecc.), si sono formate molte credenze popolari che cercavano di giustificarne l'origine: secondo alcuni cresceva sugli alberi appesa al becco, e cadeva in acqua come se fosse un frutto maturo; altri invece credevano che fosse inizialmente una secrezione gommosa di legno di pino che prima si rifugiava in una conchiglia e successivamente spiccava il volo.

- Oca indiana: Quest'oca che appartiene al genere Anser proviene dall'Asia orientale anche se alcuni esemplari fuggiti in Gran Bretagna dai loro padroni sembra che abbiano diffuso anche lì questa specie. Comunque questa specie originariamente viveva d'estate sui laghi d'altitudine dell'Himalaya e d'inverno migrava nei campi coltivati del Pakistan, danneggiandoli. Quest'oca è considerata l'uccello che può volare più in alto, si pensi che è stata avvistata ad un'altezza di 10175 metri, infatti la sua estensione alare, rispetto al suo peso è leggermente più grande di quella delle altre oche. Come ho già accennato, quest'uccello vive anche in  cattività, infatti è molto apprezzato esteticamente soprattutto per le strisce nere sulla testa che lo rendono molto elegante.

Oca domestica: L'Anser Anser, l'oca domestica, è l'oca per eccellenza, la più comune, quella bianca che vediamo nello stagno vicino alla nostra casa di campagna. Quest'uccello fa ovviamente parte della famiglia degli anatidi, il suo peso è di circa 5-6 Kg con un'apertura alare di circa 150 cm ed un becco di colore arancione. E' sempre vissuta in Europa (l'allevamento dell'oca esiste dai tempi dei Romani), ma ultimamente, a causa dell'urbanizzazione, i luoghi a suo disposizione sono diminuiti.

Questo è un esempio di papero, cioè un "cucciolo" d'oca.

- Germano reale: Quest'uccello appartenente alla famiglia degli Anatidae, detto anche capoverde, è considerato il capostipite di tutte le razze domestiche dell'anatra; la prima cosa che balza all'occhio osservando questa specie è il suo dimorfismo sessuale: infatti, pur avendo la stessa forma, i maschi e le femmine si diversificano per il colore delle piume. Il maschio ha la testa ed il collo di colore verde, un collare bianco al di sotto del quale le piume sono in alcuni punti grigie ed in altri marroncine; la femmina invece ha colori meno sgargianti (al fine di mimetizzarsi), infatti le sue piume sono beige macchiate di marrone più scuro, ed il suo becco e le sue zampe sono di un colore più spento rispetto a quelle del maschio. La lunghezza varia dai 52 ai 56 cm (a differenza del sesso) e l'apertura alare è di circa un metro. Vive solitamente in zone umide d'acqua dolce con climi temperati o subtropicali, perciò si è stabilito in Paesi come Asia, Australia, America settentrionale ed Europa; in particolare in quest'ultima sono presenti più di 9 milioni di individui. Interessante sapere come gli studiosi siano riusciti ad interpretare alcuni versi di quest'anatra, soprattutto delle femmine nel periodo di corteggiamento; per esempio la femmina che sta covando emette il verso que-èh-èh-èh diretto ai maschi che la corteggiano con il quale intende dire che è occupata, e perciò indisponibile.

 

 Quando?

  • Non saprei indicare precisamente il periodo in cui per esempio questi esemplari si accoppiano, cosa che potrebbe rendere più interessante la visita, ma sicuramente sconsiglierei di venire d'estate poiché nelle giornate soleggiate si raggiungono i 40° ed inoltre è pieno di zanzare. L'inverno neppure lo consiglierei troppo perché probabilmente gli uccelli sarebbero più nascosti e dunque difficili da vedere (ovviamente è vietato entrare nel recinto che da l'accesso al laghetto); la cosa migliore sarebbe fare una visita in un periodo intermedio come può essere la primavera, come io stesso ho fatto, e magari si riescono anche a vedere degli anatroccoli o dei paperi, come è capitato a me. A dimostrazione di ciò tutte le foto riportate sopra sono state da me prodotte durante la visita al Parco botanico dell'Ippodromo di San Siro nei primi giorni di Maggio.

 

 Curiosità

  •  Gli alberi che abbiamo visto ed analizzato sono stati portati nell'Ippodromo circa novant'anni fa trainati da cavalli da tiro, altri invece furono acquistati da due appassionati, e cioè il Conte Durini ed il Conte Emilio Turati.

 

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