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Takifugu rubripes

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I Takifugu rubripes, o più comunemente i pesci palla, vivono prevalentemente negli oceani tropicali, Atlantico e Pacifico,anche se recentemente, a causa dell'innalzamento della temperatura, alcune specie si sono spostate anche nel mar Mediterraneo. Sono caratterizzati da una forma arrotondata, la pelle nuda e molle è ricoperta da piccole spine, il muso appuntito e la bocca piccola, i cui denti, fusi tra loro, formano 4 placche (due inferiori e due superiori) da quest'ultima loro caratteristica deriva il nome della loro famiglia, Tetraodontidi che significa, appunto, “con 4 denti”.

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Inoltre possiedono una plica tegumentaria ventrale, ovvero un “sacco stomacale”, che gli permette di gonfiarsi quando, sentendosi in pericolo, il pesce ingurgita acqua o aria. Gonfiandosi d'acqua il pesce non corre rischi, mentre gonfiandosi d'aria, ad esempio quando vengono estratti velocemente dall'acqua, rischiano di non riuscire a liberarsi dall'aria che li porta a faticare molto per nuotare, in più la pelle che fuoriesce dall'acqua può seccare ed ulcerarsi.

 

Principalmente, questo pesce, è famoso poiché soprattutto nel fegato, nell’intestino e nelle gonadi è contenuta una potente neurotossina, la tetradotossina. Questa tossina, isolata nel 1909, è 100 volte più letale rispetto al cianuro di potassio (è sufficiente anche meno di un milligrammo per uccidere un uomo), i primi sintomi sono solitamente nausea e vertigini, poi, appena entra in circolo blocca il canale del sodio paralizzando gli arti ma lasciando tutte le altre funzioni neurologiche intatte.   

Nonostante ciò in Cina e Giappone sono molto apprezzati per la loro carne che può essere preparata solo da chef estremamente qualificati, che devono essere, quindi, in grado di riconoscere le parti tossiche da quelle commestibili, e capaci inoltre di lasciare una minima dose di veleno per dare al consumatore, solo, una sensazione di intorpidimento alla bocca. Un minimo errore e si va incontro a un'intossicazione che è stata spesso fatale poiché non è ancora stato trovatoun antidoto specifico per questo veleno che è eliminabile solo con complicate, e non sempre efficaci, cure.                                                                    

Vi sono inoltre due teorie riguardanti la fonte del veleno che contraddistingue questo pesce, la prima sostiene che dipenda dall'alimentazione del pesce medesimo, cioè che assume questa caratteristica ingerendo le tossine di piccoli organismi come molluschi, vermi e crostacei, i quali avrebbero a loro volta ingerito un batterio tossico, del genere Vibrio. A questa teoria è seguito un esperimento che consiste nell'allevare un pesce palla controllandone la dieta, e questi pesci allevati erano privi della loro tossina. La seconda teoria sostiene invece che la tossina sia prodotta direttamente dalle ghiandole velenose del pesce palla e che però ci siano pesci palla velenosi e altri nonvelenosi. In tutti i casi le proteina del canale del sodio del pesce palla deve essere mutata perché non interagisce con la tossina. Ora la tetrodotossina è in fase di sperimentazione e si sta dimostrando utile per combattere il dolore cronico da cancro, la formulazione è chimata tectin ed essendo notevolmente più efficace della morfina, gli esiti sono stati positivi anche su pazienti che non rispondevano più alle terapie tradizionali; la sostanza sarebbe infatti capace di bloccare i messaggi di dolore che vengono inviati dai nervi al cervello. La tetrodotossina è usata anche nel tucodin, anestetico in fase di sperimentazione. É inoltre impiegata per superare la dipendenza dalle droghe from Brazil hospedagem de sites Weblocal.

 

Un'altra loro caratteristica è che possiedono un genoma particolarmente piccolo, ciò è dovuto al fatto che non hanno una grande quantità del, cosiddetto, “DNA-spazzatura” cioè un DNA non codificante, che non contiene informazioni per formare proteine. Si sostiene che anche questa porzione di DNA sia utile poiché funge da estrema protezione contro le mutazioni. Le mutazioni sono dovute a radicali liberi contro i quali le cellule hanno anche altri due sistemi difesivi, uno prevede di neutralizzare il radicale e se questo sistema fallisce e il radicale attacca il DNA allora provvede alla riparazione del DNA. Capita però, che falliscano entrambe a causa di un'incontrollabile quantità di radicali e quindi entra in gioco il DNA non codificante che, altruisticamente, si sacrifica esponendosi alle mutazioni. Organismi però, come il nostro pesce palla, che non hanno questo DNA altruista hanno in compenso molti più geni atti alla riparazione del DNA per cui non necessitano di questo sistema. Poiché la tendenza evolutiva comune è quella di avere grandi porzioni di DNA non codificante il fatto che il nostro pesce palla manchi essenzialmente di esso è probabilmente dovuto alla perdita di grandi quantità di introni, i segmenti di RNA messaggero che restano nel nucleo durante il suo editing.

 

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